Tutti giù per terra - Scuola Maria Divano di Serravalle Scrivia

PER FARE UN ALBERO CI VUOLE...

 

Il nostro percorso è iniziato in autunno, in occasione di un evento speciale: abbiamo adottato un albero che, per sua sfortuna, non poteva più rimanere dove era stato piantato originariamente.

La sua piantumazione è stata motivo di gioia e di crescita per i bimbi che, con l'aiuto di noi insegnanti, hanno scelto l'angolo di giardino più adatto dove piantarlo. E le domande sono state molteplici: "Ma qui starà bene?", "Il sole sarà sufficiente?", "Pioverà abbastanza?", "Crescerà?"...

                                               

L'albero sta crescendo sano e forte e i bimbi osservano ogni suo cambiamento.

Quando è arrivato, aveva foglie verdi in quantità che in seguito si sono colorate di marroncino per poi cadere in parte. Ora, con l'arrivo della primavera, quanta emozione vedere la sua chioma crescere e colorarsi nuovamente di verde!

Questa esperienza ci ha dato spunto per sviluppare il progetto, lavorando su come costruire un albero in classe seguendo le indicazioni di Bruno Munari (uno dei massimi protagonisti dell'arte, del design e della grafica del XX Secolo, e figura leonardesca tra le più importanti del Novecento italiano). Munari si è, infatti, ispirato all'intuizione di Leonardo Da Vinci e ha adattato il pensiero a misura di bambino.

Questo è un meraviglioso modo per aiutare i bimbi a capire che i rami di un albero non si sviluppano a casaccio, ma seguendo una regola ben precisa.

E allora... tutti giù per terra! In aula piuttosto che in salone a costruire alberi tutti insieme.

                                             

         

Tutto ciò viene proposto attraverso un "gioco di costruzione" dove il materiale impiegato è semplice cartone e cartoncino predisposto in rettangoli diversi per lunghezza e larghezza.

L'opera ogni volta verrà distrutta e ricostruita seguendo le indicazioni della metodologia munariana, secondo la quale la distruzione di un'opera rende la stessa unica e inimitabile con il valore aggiunto di poter essere sempre riprogettata. D'altronde la natura stessa non è un progetto continuo?

Giocando fuori, i bimbi hanno anche potuto osservare gli alberi da vicino per poterne individuare le varie parti: il tronco e la corteccia, i rami e le foglie nonché le radici. In autunno e in inverno i rami spogli sono più facilmente visibili e osservabili, ma nulla ci vieta, con il mutare delle stagioni, di inserire elementi nuovi al nostro albero quali foglie, fiori, frutti come avverrà in natura. In primavera, muniti dello stetoscopio, andremo ad ascoltare l'acqua che sale sotto la corteccia del nostro faggio.

 

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